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Cenni storici
Nei documenti piú antichi il paese appare denominato «Altum Sanctae Mariae», da cui deriva l'attuale Sante Marie. Nel «Catalogo dei Baroni» (sec. XII) Sante Marie è indicata come feudo di due soldati, appartenente a Giovanni Duca.
Nelle Bolle pontificie del medesimo secolo, Sante Marie appare come il «castello» piú ricco di chiese di tutta la zona (S.Quirico, S.Marcello, S.Maria, S.Nicola, S.Andrea, S.Giusta, S.Vero, S.Giovanni di Casa Vetrana).
 
La storia di questo paese, per lo meno dal tardo medioevo in poi, si identifica con quella del grande feudo di Tagliacozzo, dapprima (insieme con il resto della Marsica) possesso dei conti Marsi, in seguito (dopo il distacco di Albe e Tagliacozzo da Celano) dominio dei De Pontibus, degli Orsini e, infine, dei Colonna.
 
Se la struttura ecclesiastica di Sante Marie rimane pressoché immutata nei secoli, quella civile comincia, invece, a subire trasformazioni giá verso la metá del Seicento. È documentata, infatti, per quell'epoca, I'esistenza dei «Massari», liberamente eletti dalla popolazione riunita in pubbliche assemblee annuali.
Tutti i documenti (dal Seicento al primo Novecento) mostrano una popolazione dedita, in massima parte, all'agricoltura o a lavori stagionali nell'Agro Romano.
Verso la seconda metá del XIX secolo, per la costruzione della ferrovia, Sante Marie cresce demograficamente (per la presenza di numerosi «forestieri»), nonostante che sia sempre soggetta a una forte emigrazione stagionale.
La mancanza (fino a tempi abbastanza recenti) di una rotabile (dopo il 1861 si preferí realizzare il tracciato Roccacerro-Colli, piuttosto che quello Pietrasecca-Sante Marie), l'isolamento secolare, il terremoto del 1904, l'emi- grazione continua, la miseria del dopoguerra, il forte decremento demografico degli ultimi tempi hanno costituito elementi frenanti di uno sviluppo economico e turistico, che pur sarebbe possibile realizzare. 
 
 
CENNI ARTISTICI
 

Non rimane quasi nulla dei monumenti e delle chiese antiche. Tuttavia, nella chiesa parrocchiale si conservano alcuni interessanti arredi, come una croce processionale del Trecento e una Madonna con Bambino in terracotta, opera probabile di artista abruzzese del Cinquecento. 

  

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